domenica 17 giugno 2012

COLONIALISMO                                                             
Lo sviluppo industriale avvenuto nel XIX secolo ha portato le potenze europee ad avere bisogno delle materie prime per le proprie industrie, e di formare nuovi mercati per commerciare le loro merci. L’imperialismo rappresentò una forma di nazionalismo, l’amore per la patria portò a negare la libertà di tutte le altre.
Era diffusa l’idea che l’uomo bianco dovesse dominare su tutte le altre razze, cioè dominare il mondo.
Queste potenze vollero inoltre che tutte le popolazioni indigene si convertissero al cristianesimo .
Non tutti però erano accesi dal desiderio di sottomettere altri uomini; in Europa si diffuse la moda delle esplorazioni geografiche.  Alcuni volevano visitare altri in cerca di fortuna, altri per motivi umanitari come i medici oppure i missionari. Fino al 1880 l’Africa era un continente poco conosciuto, l’Inghilterra voleva creare un unico impero dall’Egitto alla Colonia Del Capo. La Francia conquistò i territori dalla Gambia all’Egitto, formando dei veri e propri imperi coloniali. Ma Francia e Inghilterra entrarono subito in contrasto. L’Inghilterra cedette alla Francia la Tunisia. Con la conferenza di Berlino (1885) venne dato il Congo al Belgio. Nei primi anni del Novecento l’Africa era quasi completamente sottomessa alle potenze europee. Alle conquiste si aggiunse l’Italia che con la rapida crescita della popolazione aveva bisogno di conquistare nuove terre come la Libia Somalia e Eritrea per dare opportunità di lavoro. Anche la Germania prese alcuni territori. Le potenze portarono modelli economici, politici e culturali in modo che non si sviluppasse l’industria ma la dipendenza economica della madrepatria. Questo modo di governare venne messo in crisi dalla Seconda Guerra Mondiale, vennero chiesti mezzi e uomini dalle colonie. Nacquero dei movimenti che venivano dal desiderio dell’indipendenza; prima con azioni pacifiche poi con la violenza (decolonizzazione).





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